Viaggio nel Vangelo – Terra Santa 20-30 agosto 2014

Diario di viaggio: Sr Maria - Nazareth
La scuola del Vangelo

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Dopo le ricche e intense giornate trascorse a Betania, nel Deserto di Giuda, a Betlemme e a Gerusalemme, siamo arrivati a Nazareth. Eravamo a metà del nostro cammino nel ‘pellegrinaggio nel Vangelo’. Come ogni mattina ci siamo alzati presto e, prima dell’alba, abbiamo intrapreso la strada verso quel luogo desiderato sicuramente da tutti, perché fa parte dell’itinerario spirituale di ciascuno di noi.
La preghiera del mattino ci ha rinnovato il cuore e rinfrescato lo spirito per iniziare questa nuova tappa del nostro viaggio. Nel giro di poco tempo siamo arrivati a Nazareth, che dista circa 103 km da Gerusalemme, dove siamo stati accolti dai sacerdoti di don Guanella. Come nell’esperienza precedente ci siamo autogestiti. Dopo il tempo necessario per sistemarci, ci siamo recati alla Basilica dell’Annunciazione e siamo entrati in questo mistero. Lì, dopo la prima meditazione guidata da sr Agnese, ci siamo fermati a lungo in preghiera davanti al luogo in cui Dio ha compiuto la sua Promessa di salvezza per l’umanità, rivolgendosi a una donna – Maria – che ha accolto nella fede e nell’abbandono il Progetto divino.
Maria ha riconosciuto l’annuncio di Dio che diceva: “Tu hai trovato grazia… nulla è impossibile a Dio…” (cf Lc 1,30; Lc 1,37). Il ‘sì’ di Maria ha cambiato il mondo, Lei si è fidata di una strada che non conosceva, di una storia che era solo un’incognita… Il ‘sì’ di Maria ha aperto il cuore anche a Giuseppe, che non capiva ma che si è fidato a sua volta.
Davvero la sosta nella Basilica dell’Annunciazione è stato un momento di grande emozione, di invito a rinnovare la nostra fede e a ripetere come Maria: “
Eccomi sono la serva del Signore…” (cf Lc 1, 38).
Nel pomeriggio ci siamo messi in cammino verso la Sinagoga di Nazareth (cf. Lc 4,14) e la Fontana di Maria e abbiamo concluso la nostra giornata con un momento di grande fraternità presso l’“Holy Family Hospital” dove, da 30 anni, le suore di Maria Bambina (italiane e indiane) collaborano con i Fratebenefratelli nel servizio socio-sanitario. Abbiamo goduto e sentito come dono prezioso la gioia dell’incontro con le nostre sorelle che hanno condiviso con noi la loro esperienza di fede e di servizio, donato senza risparmio, ma anche delle sfide e delle fatiche che vivono soprattutto in questo momento di tensione in cui si trova l’amata e provata Terra di Gesù. Insieme abbiamo celebrato i vespri, consumato la cena e goduto di un momento ricreativo con canti gioiosi, barzellette, regali, ecc. È stata una serata indimenticabile che, a me in modo particolare, ha confermato la gioia di appartenere alla nostra famiglia religiosa. Siamo poi tornati dai Padri Guanelliani, con il cuore pieno di gratitudine al Signore per le grandi meraviglie che Egli ha operato e continua ad operare nelle sue creature in luoghi tanto toccati dalla sofferenza, ma nei quali si vive una grande fede in Colui che è ‘
il Signore’.
Il giorno seguente (26 agosto) non poteva essere diverso. A metà del nostro pellegrinaggio la nostra guida, sr Agnese, ha pensato saggiamente a una pausa orante, cioè a una mattinata di ritiro. Abbiamo avuto la grazia di essere stati accolti nella comunità dei “Piccoli Fratelli di Gesù”, una famiglia religiosa fondata da Charles de Foucauld, nata dopo una forte esperienza di spiritualità vissuta a Nazareth. Dopo la celebrazione eucaristica con la comunità, ci siamo resi disponibili a vivere il dono di questa sosta aiutati da padre Paolo. Ha ascoltato ciascuno di noi con uno squisito interesse per conoscerci e per cogliere le motivazioni per cui ci trovavamo in Terra Santa. Ha sottolineato che il nostro peregrinare in quella ‘Terra’ aveva il sigillo della solidarietà verso la gente. Un semplice passare accanto e un saluto è già un messaggio importante per la Terra Santa che, pure essendo grande come la Lombardia, ha concentrati in sé i problemi del mondo intero. Padre Paolo ha condiviso con noi la storia e il cammino spirituale di Charles de Foucauld, ‘Carlo di Gesù’ beatificato da Benedetto XVI nel 2005. Nato nel 1858 a Strasburgo, in una famiglia fortemente impregnata di valori cristiani, ha attraversato un periodo di crisi in cui ha abbracciato l’ateismo. Raggiunto poi però dalla grazia del Signore si è convertito ed è andato maturando progressivamente nella fede al punto da desiderare la vita religiosa. Grazie ad un pellegrinaggio in Terra Santa, nel 1888, egli sente il bisogno di assumere per sé la stessa vita che il Signore Gesù condusse nel segreto di Nazareth. A 28 anni Charles de Foucauld scriveva: “
Appena ho creduto che Dio esiste, ho capito che non avrei potuto fare altro che vivere solo per lui”.
Padre Paolo, con la sua semplicità, dolcezza e nello stesso tempo profondità, ci ha spinti alla ricerca del Dio vivente nelle vicissitudini della vita quotidiana, nella solitudine, nell’ascolto sincero del Progetto di Dio su di noi… e ci ha invitati a fare un tempo di deserto in modo di lasciarci toccare dall’amore tenero e misericordioso di Dio, che desidera dimorare in modo speciale nel cuore di ciascuno di noi. Abbiamo concluso la mattinata con la condivisione dell’esperienza vissuta. Siamo stati tutti colpiti della bellezza di quella mattina trascorsa presso la comunità religiosa dei “Piccoli Fratelli” e abbiamo domandato al Signore la grazia di farla continuare nella nostra vita ordinaria.
Il pomeriggio dell’ultimo giorno a Nazareth è stato dedicato alla visita del Centro Internazionale Maria di Nazareth, dove abbiamo assistito ad uno spettacolo multimediale sulla storia della salvezza. Abbiamo terminato così le nostre giornate a Nazareth, dove il Verbo si è fatto carne nel grembo della vergine Maria. Siamo stati molto contenti di questa sosta orante e, poiché “
Nazareth è la scuola in cui si è iniziati a comprendere la vita di Gesù: la scuola del Vangelo”, abbiamo domandato la grazia di vivere la quotidianità in atteggiamento di discepoli capaci di osservare, ascoltare, meditare e penetrare il senso profondo e misterioso della manifestazione del Figlio di Dio avvenuta in quel luogo così semplice ed umile.
Abbiamo concluso l’esperienza di quei giorni accogliendo la provocazione di mettere Maria di Nazareth nelle nostre occupazioni giornaliere, nei nostri pensieri, nelle nostre inquietudini… Quando c’è Lei il rapporto con Gesù è più libero, più vero, più umano e capace di trasformare la vita; quando c’è Lei la sequela di Gesù è più sicura, più autentica.
Le parole di monsignor Tonino Bello, ci aiutino a pregare per acquisire la spiritualità di Nazareth:

«Santa Maria, donna feriale, aiutaci a comprendere che il capitolo più fecondo della teologia
non è quello che ti pone all’interno della Bibbia o della patristica, della spiritualità o della liturgia,
dei dogmi o dell’arte, ma è quello che ti colloca all’interno della casa di Nazareth,
dove tra pentole e telai, tra lacrime e preghiere, tra gomitoli di lana e rotoli della Scrittura,
hai sperimentato, in tutto lo spessore della tua antieroica femminilità, gioie senza malizia,
amarezze senza disperazioni, partenze senza ritorni.»


sr Maria