Viaggio nel Vangelo – Terra Santa 20-30 agosto 2014

Diario di viaggio: Laura - Betlemme 23 agosto
Adorare colui che si è fatto “pane” per noi

LAU_0049
Venite, fedeli, l’angelo ci invita,
venite, venite a Betlemme:
Nasce per noi Cristo Salvatore
Venite adoriamo, venite adoriamo,
venite adoriamo il Signore Gesù!
La luce del mondo brilla in una grotta:
la fede ci guida a Betlemme.

… proprio questa canzone mi aiuta a ricordare e riassaporare il nostro “viaggio” da Gerusalemme verso
Betlemme. Sul far del giorno, camminando e pregando, la nostra semplice e umile fede ci ha guidato a Betlemme, per andare a cercare, trovare e poi adorare Dio che si è fatto uomo per noi, per poter entrare nella nostra storia e salvarci.
Il primo impatto non è stato fra i migliori: purtroppo abbiamo capito di essere giunti alle porte di Betlemme nel momento in cui si è presentato davanti a noi un muro alto e grigio, simbolo di divisione e di guerra.
Essendo giorno di sabato siamo stati risparmiati dalla solita lunga coda di palestinesi che, per poter accedere allo stato israeliano, devono ogni giorno subire l’umiliazione di un controllo, spesso accompagnato da uno sguardo poco accogliente dei militari. Attraversando il muro ho avuto la sensazione di entrare in un carcere al cui interno sono rinchiuse tante persone innocenti per le quali non si trova via di uscita. Anche le testimonianze scritte sul muro mi hanno reso il cuore triste e addolorato… Nonostante ciò, Betlemme mi è parsa una cittadina movimentata, vivace e accogliente, capace di vivere questa “prigionia” con dignità. Il ragazzo, proprietario del negozio di oggetti religiosi, ci ha detto: «Gli Israeliani ci hanno portato via acqua, soldi, lavoro, ma a noi è rimasto il Signore».
Ed eccoci alla Chiesa della Natività con la sua porta “piccola” e con la grotta dove Maria ha dato alla luce Gesù, che ci ricorda che Dio, così come è entrato nella storia partendo dalle cose più semplici, spesso entra dentro di noi passando dalle nostre piccolezze.
Chiudo gli occhi e
mi travolge tutto quel susseguirsi di emozioni provate nell’entrare nella grotta, nell’inginocchiarsi, nel toccare e baciare quel luogo santo che sta lì a ricordarci che tutto quello che ci è stato raccontato sin da piccoli, è successo veramente. In quella piccola, semplice e umile mangiatoia Gesù, nostro Dio, è venuto al mondo in mezzo a noi, per camminare vicino a noi condividendo le nostre gioie e le nostre fatiche e non facendoci mai sentire soli.
E ciò che più mi stupisce è che tutto è stato permesso grazie a quel semplice, ma grande
“Sì” di Maria che, alla Grotta del Latte, si è fatta mia compagna e ha “chiacchierato” con me. Abbiamo parlato dei figli, delle indimenticabili emozioni che si provano ad abbracciarli teneramente nel momento in cui vengono al mondo e tutte le volte che li si allatta, del mistero di una vita nuova che nasce, dei pensieri e dei progetti che si fanno su di loro, del loro padre che li aprirà al mondo... Che meraviglia!!!!
Proseguo nei miei ricordi e mi si affacciano le immagini e gli intensi profumi del proseguo della giornata: la bella e genuina testimonianza di Carlo, la locanda dove abbiamo pranzato e fatto “arrabbiare” il cuoco, il tipico mercato arabo affollato e con odori di ogni tipo, il viaggio di rientro in pullman con la preoccupante sosta al check-point e la conoscenza di Sandra e Margherita con la loro coraggiosa scelta di vita...
Ripensando a questa tappa del nostro pellegrinaggio, devo proprio dire che ho lasciato questi luoghi “piena di stupore”, ma anche con un po’ di nostalgia e quindi con la voglia di tornarci. Chissà...
E come disse il prete finita la messa: Arrivederci in Paradiso!

Laura