Pellegrinaggio giubilare 2016

Fraternità spirituale in cammino a Roma
Una preghiera fatta coi piedi e con gli occhi

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Con queste poche righe, vorrei condividere alcune emozioni vissute durante queste intense giornate. Mi concentrerò soprattutto sulle sensazioni che ho provato, tralasciando la descrizione di tante cose che abbiamo visto, e che suor Agnese ci ha descritto molto bene facendoci rivivere le fatiche delle prime comunità di cristiani che lì hanno visto anche tanti martiri a partire da san Paolo e san Pietro.
Innanzitutto vorrei sottolineare l’importanza che hanno avuto i giorni precedenti, dove, su suggerimento di suor Agnese, mi sono fermato a riflettere e ricercare i motivi per cui partecipavo, in particolar modo su qualche difficoltà da superare o qualche situazione particolarmente pesante.
Dopo essere arrivati, la prima emozione è stata la posizione del nostro alloggio, praticamente a ridosso del colonnato di piazza san Pietro, questo luogo così privilegiato, mi ha subito messo di buon umore, nonostante il disagio del dormire in terra in un camerone comune; lo sapevo, ma il trovarmi davanti alla realtà è stata un’altra cosa.
Il primo appuntamento, dopo un giro turistico nel centro storico e i doverosi saluti a tutti gli amici conosciuti e non, è stato in piazza san Pietro, a quell’ora (circa le 19.30) molto tranquilla; ci siamo fermati ad ascoltare e sentire quell’effetto pensato dagli architetti che hanno realizzato il colonnato: due grandi braccia che partendo dalla basilica abbracciano tutti i pellegrini, la Chiesa che abbraccia tutti i suoi figli. Il secondo passo è stato quello di riconoscerci peccatori bisognosi della misericordia del Padre, molto toccante il sentire la voce di ognuno riconoscersi bisognoso, e in quel momento mi sono accorto che non ero solo in quella situazione, ma che era condivisa da tutti. Questo è proprio il punto di partenza per provare a dialogare con Dio, gridargli il nostro "Aiuto Signore, da solo non ce la faccio!!"
Dopo l’ottima cena preparata per noi, è stato veramente emozionante ritrovarci in terrazza. Con le luci della sera il panorama su piazza S. Pietro e su Roma è veramente speciale, il canto delle stelle ha completato l’opera (mi emoziono ogni volta!) in questo momento, grazie a un suggerimento di suor Agnese, ho trovato un altro spunto per vivere bene le giornate che sarebbero seguite: il
mettermi nell’atteggiamento di “ricevere” quell’Abbraccio, quel supplemento di Grazia, che il secondo figlio della parabola non è stato in grado di riconoscere, preso com'era dal FARE ciò che il Padre gli chiedeva, non si è accorto che aveva tutto a sua disposizione, quindi si lamentava... così, ho pensato di vivere i giorni successivi gustandomi le sorprese che ci sarebbero state con gratitudine, dimenticando per un po tutto quello che c’è da FARE, e semplicemente mettermi sotto lo sguardo amorevole del Padre Celeste.
La prima notte è stata “difficile” il trovarsi in un ambiente non familiare e così in tanti, non mi ha facilitato il riposo, ma alle 4.50, un veloce cappuccino e brioche, e 5.30 partenza...

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Questa è stata un’altra emozione inaspettata, la città a quell’ora, con tutte le luci ancora accese, un silenzio irreale rotto dalla nostra recita del rosario... inizia così il nostro pregare “con i piedi”: prima tappa Santa Maria Maggiore, qui, la cosa che mi ha colpito subito, è stato il vedere il forte presidio militare: soldati con le armi indossate, transenne e percorsi obbligati con metal detector e controlli stridono un po’ con lo spirito del pellegrinaggio, ma purtroppo sono una realtà. Lodi , santa Prudenziana, santa Prassede, poi... sorpresa, passando da piazza del Gesù, suor Agnese ci ha permesso di visitare le stanze restaurate dove sant’Ignazio ha trascorso gli ultimi anni della sua vita guidando quella che oggi è la Compagnia del Gesù. Quello che mi ha colpito di questo santo, è la sua ricerca continua della strada buona, e la sua scoperta che spesso il maligno si serve anche di ciò che apparentemente è bene per attirarci a sé. Questa è una sfida continua anche nella mia vita, ed è il motivo per cui spesso mio trovo a fermarmi e chiedere aiuto al Signore. Il sapere che un Santo ha avuto le stesse mie difficoltà mi ha confortato.
Dopo il pranzo ho provato a sdraiarmi ma non sono riuscito a riposare bene, quindi… ripartenza affaticata: Basilica della Santa Croce in Gerusalemme dove sono custoditi alcuni frammenti della croce di Gesù, un chiodo e l’iscrizione INRI. Anche il fermarmi davanti a questi oggetti (poco importa se sono autentici o meno) mi ha fatto pensare a quanta gente, nei secoli, li ha custoditi e venerati, e ha aumentato in me la consapevolezza che il continuare a seguire Gesù, con la mia piccolezza e i miei difetti, è l’unico modo per vivere meglio questa vita, per darle un senso. In seguito, San Giovanni in Laterano e Scala Santa. Anche questa “fatica” mi ha permesso di pregare per le intenzioni che portavo nel cuore. Qui abbiamo anche affrontato il malore di Elena, che nonostante tutto non ha mollato.
La notte, fortunatamente ho riposato bene, sarà stata la stanchezza o la pace interiore. Dopo le lodi in terrazza e la colazione, ci siamo preparati per il pellegrinaggio alla Porta Santa, altro momento per me molto significativo, infatti, dopo aver percorso in processione tutto il viale Conciliazione, con le varie tappe proposte, accompagnate da preghiere e canti, ci siamo trovati davanti alla Porta Santa, e con mia sorpresa, sono stato incaricato di portare la Croce... quando, accompagnati da due volontarie, abbiamo attraversato la Porta e siamo entrati nella basilica, è stata per me una gioia incontenibile, ho “sentito” Gesù che mi diceva: “hai ancora dubbi? Io sono con te tutti i giorni, coraggio vieni”,
sono arrivato davanti all’altare di San Pietro con le lacrime agli occhi, c’era un sacco di gente, ma era come essere solo, la preghiera finale mi ha aperto il cuore, ed ero felice. Sarei stato li molto di più, ma i volontari ci hanno richiamato e così, abbiamo avuto il tempo per una santa confessione, e via... verso la prossima meta: la chiesa dei francesi, dove è custodita la splendida tela del Caravaggio “la chiamata di Matteo”. Qui abbiamo apprezzato i particolari e le curiosità legate a quell’opera.
Pomeriggio: Carcere Mamertino (chiuso), Santi Cosma e Damiano, San Clemente entrambi con mosaici molto antichi.

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Ultimo giorno, cammino lungo, meta le catacombe, di questa ultima fatica, porto nel cuore i dialoghi che mi hanno permesso di "entrare" nelle vite delle sorelle con cui ho condiviso riflessioni e pezzi di vita, e la serenità disarmante di Suor Agnese, che davanti alla chiesa del Quo Vadis chiusa e la variazione di programma conseguente, ci ha subito rassicurato trovando subito i nuovi incastri del cammino, ho percepito chiaramente che quella serenità le arrivava dalla sua totale fiducia nel Padre, che è sempre con noi, anche quando ci sembra che le cose non vadano nel verso giusto!! GRAZIE.
Pausa pranzo davanti alla Basilica di San Paolo fuori le mura, con intermezzo “comico” di Alessandra veramente molto divertente. Visita alla Basilica, trasferimento al santuario delle tre fontane, luogo della decapitazione di san Paolo, e infine san Paolo alla regola, luogo di “arresti domiciliari” di san Paolo, dove ha scritto alcune delle lettere alle nuove comunità appena fondate.
Altra cosa che mi ha molto colpito, è stato il momento in cui, durante un trasferimento, suor Agnese si è fermata con un ragazzo di colore che suonava per strada, chiedendogli di suonare per noi e con noi. Ne è uscito un concertino bellissimo che ha attirato molte persone e applausi, è stato un momento di gioia bellissimo, ho visto anche gli occhi di quel ragazzo che ci ringraziava, veramente contenti. Bello.
Domenica mattina, alle 7.00 eravamo alla santa Messa in San Pietro, davanti all’altare di Papa Giovanni XXIII, ho ripercorso le giornate trascorse e ho ringraziato il Signore per quanto vissuto, saluti a tutti e ripartenza verso casa... Ultima testimonianza di fratellanza dei compagni di viaggio, che, non vedendomi, volevano fermare il treno... GRAZIE DI TUTTO, E’ STATA VERAMENTE UN’ESPERIENZA FORTE, della quale potremo riconoscere i frutti nei prossimi mesi e anni di vita che ci saranno dati!

Massimo G.

Ciò che mi è rimasto particolarmente in cuore è stato il “mettere i piedi” sulle orme lasciate dai primi cristiani.
Possiamo dire di aver respirato una presenza e sperimentato un senso di appartenenza al popolo della Chiesa come mai ci era capitato di avere… La nostra fede oggi è possibile grazie al sangue versato da quei fratelli, sono morti anche per noi, perché a noi potesse arrivare il dono della fede. Questa è la grande verità (anche storica) che ci hanno testimoniato i luoghi e le reliquie, vere o presunte vere; questo sangue versato per noi è la “Verità” perché è testimonianza di un Amore che è arrivato fino a noi e che noi abbiamo il privilegio di aver ricevuto proprio dalle mani dei santi attraverso la Chiesa.
 
Personalmente ringrazio poi tutti voi, per la “vita” che mi avete trasmesso con le vostre storie, alcune ascoltate direttamente dagli interessati, alcune sentite indirettamente dal racconto di altri fratelli… Ecco le vostre/nostre storie mi hanno “svegliato” sul fatto che il popolo di Dio oggi è ancora vivo e presente in tutti i luoghi e situazioni in cui ci troviamo, nelle nostre esperienza di vita, siamo noi la speranza, coloro che sono chiamati per grazia a rendere Gesù vivo oggi.

Alessandra


Carissimi, ci uniamo ai ringraziamenti e alla amicizia di tutti voi nella fede...
Oggi siamo stati all'udienza del Papa, in piazza San Pietro, c'erano molti gruppi... abbiamo sentito la vostra mancanza!!
Eravamo vicinissimi, dietro ai malati (grazie Nicoletta!), Papa Francesco non si è fermato davanti a noi, ma abbiamo incrociato il suoi occhi, Gianluca ha così commentato: "il suo sguardo mi è sceso per la gola e mi è arrivato fino ai piedi..."
Teresa e Gianluca gli hanno scritto una lettera che ha preso, con gli occhi pieni di gioia: "mamma, l'ha presa! L'ha presa!".
E' stato commovente vedere come il Santo Padre si è accostato ai malati. Ha pregato per le famiglie e ai figli ha detto: "abbiate il coraggio di vivere il Vangelo senza compromessi!". Come nel Giubileo del 2000, l'udienza si è conclusa sotto una bomba di acqua, una vera e propria tempesta, che, però, non ci ha impedito, insieme ad uno scatenatissimo gruppo argentino, di salire sulle sedie e di cantare (in spagnolo !?! )... bagnati fradici, ma felici!!
 
Marzia e Renzo 


Buon giorno Amici Pellegrini, ringraziamo tutti di cuore per averci accolto con fratellanza e per aver facilitato il nostro inserimento nel gruppo con grande e sensibilissima umanità... tutti tranne Massimo Tarizzo... ( scherziamo Massimo, sei troppo forte, la prossima volta porta il violino che ci facciamo due risate).
Un ringraziamento speciale a Giamba, Gabry, Michele e Federica, è anche grazie a loro che abbiamo conosciuto Suor Agnese, una persona eccezionale, unica, ogni volta arricchisce la nostra vita, siamo stati fortunatissimi ad incontrarla, ringraziamo il Signore per questo e lo preghiamo perchè ce la preservi e protegga. Un abbraccio virtuale a tutti in attesa di uno fisico e sentito come quello in piazza S.Pietro.

Nico e Massi


Ciao a tutti!!
Grazie alle foto di Luca riusciamo a ricostruire il nostro viaggiare con fratelli e sorelle uniti da un unico amore: "Cristo". Per essere il nostro primo Pellegrinaggio diremmo che è andata benissimo... vissuto con il naso in su ad ammirare le opere lasciate per noi da altri cristiani come segno evidente di un amore vero. Un ri-abbraccio a tutti!!!

Rosy e Luca


Grazie a te cara Suor Agnese,
grazie di cuore per tutto... grazie della speranza, degli insegnamenti, della condivisione, dell'amore, della fatica, della carità che ci mostri, delle preghiere e di tutto e
grazie a tutti i miei fratelli e sorelle che hanno camminato e continuano a camminare.
Gianpiero condivide quello che ho scritto e abbraccia tutti voi con tanto affetto (carigno).

Dona e Gianpi


Sono grato per le testimonianze degli apostoli, dei martiri e dei primi cristiani e per l'azione dello Spirito che in ogni situazione sa far nascere dal piccolo cose grandi. Ma sono altrettanto grato per i compagni di viaggio... uomini e donne che camminano guardando il Cielo, ma con i piedi ben radicati sulla parte di mondo che abitano. Anche nelle vite nostre si coglie, magari non subito, magari con fatica, l'azione di quello stesso Spirito capace di aprire strade nuove nel deserto e di far nascere nuova vita anche dalle ceneri. Grazie a tutti e a ciascuno e grazie a Dio che ci ha fatto incontrare. Spero ci sia una prossima occasione di condivisione. Un ricordo per tutti.

Alessandro


Ringrazio s. Agnese per i bei momenti che ci ha fatto passare, grazie per la sintesi. Porto nel cuore la confessione, porto nel cuore S.Pietro, mi ha ricordato il Giubileo del 2000, Simona era in attesa di Pietro. Avrò modo di rivivere tutto, colgo l'occasione per ringraziare Luca per il suo essere umile, silenzioso e sempre operoso. Alessandro, per la sua bella voce che ci ha donato, Nicoletta e Massimo per la loro gioia di giovani sposi… Saluti, fratelli.

Massimo T.


Custodisco dentro una grande gratitudine per le condivisioni in cammino con gli amici, per la storia dei primi cristiani, per
questa chiesa che siamo noi, poveri uomini, ma che il Padre conduce con la sua infinita misericordia.
Vedo solo oggi le immagini del terremoto... Che tristezza! Noi eravamo lì vicino e chiedo al Signore che davvero la fatica del nostro cammino, del caldo, degli spostamenti siano un'offerta profonda per tutte le persone coinvolte in questa tragedia.
Un abbraccio a tutti e GRAZIE!

Simona