Manoppello 2015

Peregrinatio alla ricerca del Volto
Il Volto nei volti

peregrinatio
“Ma chi me l’ha fatto fare di riprendere, dopo tre/quattro anni, il mio cammino di fede con un pellegrinaggio?” Mi sono posta questa domanda durante i primi due giorni di cammino, rimproverandomi continuamente di essere stata troppo frettolosa nell’aver risposto positivamente all’invito di sr Agnese.
Io, però, sono fatta così: se ho un obiettivo, non mollo. E così è stato. Dal terzo giorno in poi, non vedevo l’ora di arrivare in fondo, di raggiungere la meta, di vedere il Volto Santo che, manifestandosi nei volti dei miei fantastici compagni di viaggio, mi ha donato la forza fisica e spirituale necessaria per portare a termine una delle esperienze più significative della mia vita: il pellegrinaggio verso Manoppello.
Ora la domanda che mi porgo è: “a quando la prossima peregrinatio?!”

Federica



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Fare un pellegrinaggio apparentemente vuol dire svegliarsi molto presto ogni giorno e camminare per ore senza sapere bene la strada, una cosa da pazzi, se si considerano poi le vesciche e lo zaino pesante sembra quasi autolesionismo!
Quello che in realtà mi ha spinta a partire è un'inquietudine che si è tradotta nella ricerca di qualcuno o qualcosa che potesse riempire la mia vita con quel “di più” che vado cercando.
Lo sforzo fisico va di pari passo con quello mentale, la meta reale con quella spirituale.
Camminando mi sono resa conto che guardavo così tanto a “come” raggiungere la meta da aver perso di vista “dove” stessi andando. Ho capito che tante volte non sono le cose brutte o le difficoltà a spaventarmi, quanto correre il rischio di essere felice, perchè
ci vuole molto più coraggio a lasciarsi amare per quello che si è davvero, specie quando le capacità lasciano il posto ai difetti e ai limiti, piuttosto che dare amore, è più difficile chiedere aiuto che aiutare, soprattutto se non si può ricambiare che con un sorriso; ma camminare con qualcuno vicino nella stessa direzione, rende ogni cosa migliore. Ogni sforzo, ogni soddisfazione, ogni dolore e ogni gioia trovano il giusto senso, la giusta dimensione se condivise con qualcuno che cammina con te verso Lui, a maggior ragione se ci si sente tanto inadatti e piccoli di fronte alla vita, perchè è tanto facile perdersi, un po' meno ritrovarsi.
Manoppello e il Volto sono solo una partenza, una nuova partenza per ricominciare a camminare e non più ad errare, cercando ogni giorno di riscoprirsi, sapendo che vale la pena giocarsi per la propria felicità e che forse, non è poi tanto distante o irraggiungibile. Forse non è così importante la strada per arrivare a Lui, ma piuttosto il mio modo di camminare verso Lui cioè trovare quella verità che è vera per ognuno di noi e, forse, non dobbiamo farlo da soli!

Elena




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E' forse stata una delle emozioni più grandi della mia vita. Siamo arrivati verso le 8 al Santuario quando ancora il silenzio avvolgeva il paese e il sole iniziava a scaldare i nostri volti, felici di essere arrivati finalmente alla meta.
Non sapevo molto di quel Velo custodito a Manoppello se non una mostra, vista qualche mese prima, che mi aveva particolarmente affascinato e invogliato a 'mettermi in cammino'.
Il cuore aveva già cominciato a prendere un certo ritmo insieme ai passi che con i miei grandi compagni di viaggio, ogni mattina, prima del sorgere del sole, ci aiutavamo ad avviare.
Ad ogni alba pensavamo: chissà che cosa oggi è preparato per noi… Che volto avrà la Provvidenza di Dio in questo giorno?
Arrivati alla soglia del santuario quel ritmo nel cuore aveva preso ancor più a battere fortemente... Perché?!
Era come se il pensiero del 'sarà vero, non sarà vero' fosse scomparso del tutto, rimaneva solo il fatto che
andavo ad incontrare il volto di Gesù, il Signore della mia vita, il mio Salvatore, Colui che ha dato la vita per noi, …per me.
Rimanere lì, sotto il suo sguardo, seduti in terra a guardare il suo Volto mi ha commosso profondamente. Mi ha commosso l'essere guardata così come in quel momento mi trovavo… affaticata, felice, ricca di storie e condivisioni con i miei compagni. Ho portato lì le loro ricerche, i travagli, i giovani con cui cammino, le sofferenze delle persone care, gli amici, soprattutto quelli in difficoltà… Mi ha commosso lo sguardo fisso di un giovane rimasto a lungo davanti al suo volto, come in un dialogo muto a due. Mi ha ricordato quella Parola di Gesù: 'fissatolo, lo amò'.
Mi ha commosso una giovane coppia che sostava lì, con noi, davanti a Lui. Lei che piangeva, con un piccolo bimbo in braccio. Chissà che storie dietro, quali fatiche e gioie si nascondevano in quelle persone, in tutte le persone che passavano di lì.
Lui sapeva tutto, accoglieva tutti con il suo sguardo, come in un abbraccio infinito e pieno di amore. Davvero mi sono detta: chissà come sarà bello un giorno stare totalmente alla Sua presenza, occhi, cuore, anima!
Quando siamo usciti dal Santuario tra noi c'era un clima di custodia e silenzio, come venuti fuori da un incontro con un amico che ti ama profondamente e nel cuore il desiderio di prolungare quella visita… Si, perché incrociare il suo sguardo non ti può lasciare indifferente. Il Gesù del Vangelo che io conosco è tutto uno scambio di sguardi, come se la vita fosse tutta una questione di occhi. Attraverso essi c'è il racconto della nostra storia. Noi l'abbiamo ripercorsa in questa peregrinatio, fino ad arrivare a Lui.
A Manoppello è come se avessi colto il desiderio di Dio di darsi a noi anche in questo piccolo segno. Lui conosce la nostalgia del nostro cuore… Sa che siamo fatti così, vogliamo vedere, toccare, sentire… Con il nostro 'inno' ogni giorno lo invocavamo: 'il tuo Volto noi cerchiamo… Ogni volto che incontriamo ti somiglia, o Signor'.
Infatti la sfida ora è proprio questa:
abitare sempre più in quello sguardo, lasciarsi guardare per imparare a guardare, per imparare a riconoscerlo ovunque e scoprire la bellezza di ospitare nel proprio sguardo altri occhi che cercano.

Simona

foto Manoppello 2015

video Manoppello 2015