Dall'incontro responsabili di Venezia

Laura racconta il suo incontro con Gesù
'Venite e vedrete'

laurajack
Io sono Laura, ho 27 anni, sono un’educatrice e mi sto preparando con Giacomo a vivere il sacramento del Matrimonio. Ho vissuto la mia adolescenza in oratorio, ho avuto la fortuna di avere in parrocchia, in quegli anni così importanti, un don spettacolare che mi ha fatto assaggiare “l’essere Padre” di Dio quando a dodici anni mio papà Paolo lo ha raggiunto e che mi ha aiutata a maturare in me la vocazione della missione, dell’annuncio, della Testimonianza… Come i due discepoli allora ho proprio vissuto quel “lo seguirono”.
Campi scuola, attività in oratorio, catechismo, feste, servizio con i bambini, adolescenti e man mano crescevo…
Poi… varie vicissitudini… qualche discussione con qualche nuovo don che è arrivato alla guida della Parrocchia ed iniziano le domande, i tarli, i dubbi…
Io sono Laura, ho 27 anni, sono un’educatrice e mi sto preparando con Giacomo a vivere il sacramento del Matrimonio. Ho vissuto la mia adolescenza in oratorio, ho avuto la fortuna di avere in parrocchia, in quegli anni così importanti, un don spettacolare che mi ha fatto assaggiare “l’essere Padre” di Dio quando a dodici anni mio papà Paolo lo ha raggiunto e che mi ha aiutata a maturare in me la vocazione della missione, dell’annuncio, della Testimonianza… Come i due discepoli allora ho proprio vissuto quel “lo seguirono”.
Campi scuola, attività in oratorio, catechismo, feste, servizio con i bambini, adolescenti e man mano crescevo…
Poi… varie vicissitudini… qualche discussione con qualche nuovo don che è arrivato alla guida della Parrocchia ed iniziano le domande, i tarli, i dubbi…

Ma a 20 anni perché devo mettere tutte le mie energie in oratorio se poi non condivido alcune decisioni importanti… ma perché devo accettare che tutte le idee nuove che proponiamo vengano cestinate… però alcune persone della gestione dell’oratorio non hanno idea di cosa sia la carità e l’accoglienza… che posto noioso e triste che sta diventando l’oratorio.
Tutto ciò si scontrava con il percorso che parallelamente io facevo con sr Marianna a Lovere, a Sellere, in carcere, in Romania, a Roma con il mio amico Michele il don Karateca lo chiamiamo… tutte esperienze che mi portavano ad incontrare l’altro e condividere nella semplicità la bellezza e la gioia di essere fratelli in cammino nella Fede.
Al terzo anno dell’università mi chiedevo con forza ed esigenza di capire quale vocazione fosse per il mio futuro; tanti esami andavano bene… eppure non mi davano la soddisfazione del cuore… quel quid in più che ti fa dire… “Ah oggi mi porto a casa una perla in più del mio tesoro…!”
Molto spontaneamente ho espresso il mio desiderio di un’esperienza forte a sr Agnese che mi pungolasse un po’ nella vita quotidiana, che mi spronasse a vivere delle scelte, ma nemmeno io forse mi aspettavo di esaudire il sogno di una vita:
fare un viaggio di sei mesi in Africa.
Ed invece quattro mesi dopo eccomi all’aeroporto con la mia mamma piangente.
Beh, prima di partire don Michele mi ha scritto… non aver paura…
Dio ti manda dove ha già preparato un posto per te.
Ero fiduciosa nella vita di comunità, nella condivisione di emozioni e quotidianità, nella bellezza della fede gioiosa delle super messe africane… ricche di colori, balli, simboli e partecipazione… quanto nella mortificazione del non poter far molto di concreto per le persone e i bambini che avrei incontrato… non sono medico o agronoma.
Ed invece le persone di Chirundu, le ragazze del Mudzi wa moyo sono diventati la mia famiglia, il mio oratorio, il mio paese per sei mesi della mia vita.
Sr Erminia mi ha affiancata in questo viaggio nella cultura zambiana. Ha sopportato le mille domande, i momenti di difficoltà, la rabbia per le ingiustizie, la gioia per l’apertura di alcuni rapporti molto significativi.
Una sera, davanti ad un cielo stellato mozzafiato, abbiamo letto un brano del Vangelo e mi ha chiesto…
“Cosa cerchi Laura in questa tua vita? Perché sei qui? Cosa guida le tue scelte dell’oggi? Cosa desideri per il domani?”
Mamma mia queste suore… e le loro domande…
Beh, io ho impiegato una settimana per scrivere sette parole:
La presenza di Dio nella mia vita.
Ho bisogno di rileggere la mia vita! Di accorgermi di quanto Dio mi guidi e sia nella mia vita…! Ho bisogno di fargli spazio nella mia vita e ho una voglia matta di accoglierlo…! Certo non è facile perché è una presenza a volte delicata… altre devastante… altre sorprendente…
Ora posso dire che il deserto che sentivo intorno a me nel mio oratorio prima di partire, in realtà, è stata una manna dal cielo, la spinta ad aprire l’orizzonte, a cercarLo nel creato, nei popoli, nell’altro… a cercarLo in me soprattutto, a divenire Sua discepola, ad allenare la fiducia nella provvidenza, ad accorgermi delle ricchezze umane e materiali di cui mi ha circondata, a ringraziarlo più consapevolmente e a credere nell’importanza della preghiera, perché noi non possiamo salvare il mondo ma possiamo pregare Dio per il mondo… per i piccoli e i poveri… ma anche per i grandi, per i potenti… per chi non sa mettersi in ginocchio.
Quel “Venite e Vedrete” mi è costato un po’ di fatica, di paure e di incertezze… ma quell’Incontro con Lui, quello stare nella sua casa, quel divenire povera tra i poveri mi ha insegnato molto, mi ha accolta ma poi mi ha chiesto di tornare nel mio contesto a portare la Sua Gioia, la Sua Speranza, la Sua Bellezza a chi incontro, a chi mi viene affidato, alle persone con cui condivido il mio cammino. È necessario stare con Gesù per poterne diventare discepoli.
Oggi nel costruire quella casa che sarà mia e di Giacomo l’attenzione focale sta nel
diventare capaci di lasciare la porta aperta all’altro, al viandante, all’amico… affinchè Cristo sia in mezzo a noi.
Signore la nostra casa speriamo sia anche la Tua casa.

Laura

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