Fraternità Spirituale 19 maggio 2012

La Fraternità Spirituale delle Sante Bartolomea e Vincenza
Come sassolini uniti che plasmano la terra

Semplice, ma intenso. Queste sono le due prime caratteristiche che ci vengono in mente ripensando a quanto vissuto sabato 19 Maggio nel Santuario di Lovere insieme a tanti fratelli e sorelle.

Un insieme di persone diverse che hanno qualcosa in comune: il desiderio di condividere un cammino spirituale illuminato dalla Carità.
Ognuno chiamato per nome, ognuno con le sue miserie e le sue doti, pronto a dire
eccomi, sono qui, sia fatta la Tua volontà.

E’ bello sentirsi chiamati per nome, come quando abbiamo ricevuto lo Spirito Santo nel sacramento del Battesimo.
E’ bello sentire gli altri chiamati per nome, riconoscere quel filo rosso sottile che unisce i nostri cammini e ci rende partecipi dello stesso disegno.
E’ bello pregare Santa Bartolomea per i giovani che abbiamo a cuore, è bello pregare Santa Vincenza per le persone che sono in una situazione di sofferenza. E’ bello pregare e concludere il tutto con un abbraccio sincero, denso di fraternità e comunione.

Per noi è un passo in più, il primo “ufficiale” fatto in questa fraternità spirituale, in cui ci sentiamo unici e in movimento. La nostra fede personale, di coppia e di famiglia è come un grande puzzle, pian piano aggiungiamo delle tessere preziose, alcune più colorate, alcune un po’ meno, ma tutte ugualmente importanti per compiere l’opera finale.

Grazie a sr Agnese e alle sue sorelle, che hanno donato la loro vita seguendo le tracce di Bartolomea e Vincenza e ci regalano testimonianza ed entusiasmo. Grazie a tutti coloro che fan parte di questa fraternità, per noi sono fonte di esempio, confronto e condivisione.

Vi salutiamo con la bella immagine di questi
sassolini che uniti riescono a plasmare la storia della terra. Come dei sassolini della spiaggia che abbandonati alla forza delle onde arrotondano i propri spigoli e instancabili ridisegnano il profilo della costa. Impossibile dire quale sasso contribuisca di più o di meno, impossibile vederne l’effetto in una giornata… eppure negli anni le cose pian piano cambiano. L’unica cosa da fare è lasciarsi trasportare da quest’onda che, partita da Lovere quasi 200 anni fa, lavora instancabile alimentata da una mare immenso quanto l’amore di Dio per il suo popolo.

Sara e Andrea M.


Come l'Aquila e il Bue per una carità quotidiana...

Mentre ripenso al momento vissuto in Santuario il 19 maggio, mi sono tornate in mente le parole di quel canto allo Spirito che spesso abbiamo cantato nei nostri vari incontri e raduni passati:
“Tu ci spingi verso un punto che …rappresenta il senso del tempo, il tempo dell’unità”
Forse perché la parola
unità esprime bene ciò che ho provato nella Chiesa dedicata alle nostre Sante loveresi quando ci siamo trovati per dire il nostro “eccomi”.

Radunati dallo Spirito abbiamo visto confluire in un unico luogo e nello stesso sì i nostri cammini, più o meno lunghi, percorsi alla ricerca di uno stile più vero, bello ed umano che le Sante Bartolomea e Vincenza hanno incarnato conoscendo e praticando la Carità di Gesù.

Siamo arrivati lì col nostro carico prezioso di convegni fatti da giovani, amicizie, campi estivi, preghiere nelle case, la voglia di essere in comunione fraterna tra noi e... il bisogno di un’identità, di darsi una regola.
Stavolta tutti questi desideri andati e poi tornati lungo un percorso in cui non si è persa mai la fedeltà, hanno trovato la loro forma.

E così con un semplice gesto, in un clima di emozione e festa, abbiamo ricordato il giorno del nostro battesimo e pronunciato ad alta voce la nostra voglia di essere fratelli di una stessa comunità spirituale, guidata dal Carisma delle Sante Bartolomea e Vincenza.

Pochi punti fermi per aiutarci a rendere quotidiano il dono di sé al prossimo:
la preghiera dell’Angelus al mattino e il Magnificat, a ricordarci che la charis è anche ringraziare per tutto ciò che ci è gratuitamente donato. Anche il momento dell’offertorio nell’Eucaristia domenicale ci unisce nel ricordo dell’impegno preso ad essere umili strumenti nelle Sue mani: puntando in alto come l’Aquila, osando quella Santità alla quale siamo chiamati tutti, che si costruisce anche coi piccoli gesti del quotidiano, non privi di fatica, com’è il lavoro del bue.

Questo stile è tanto più prezioso se lo riscopriamo anche nel nostro essere marito e moglie, dove a volte le parti di aquila e bue si invertono a seconda delle capacità personali o della volontà, o ancora semplicemente della disposizione d’animo del momento,
così da sostenerci reciprocamente a vivere come santi, a essere santi.
Realizzare con la presenza di Dio l’unità nella coppia, tra famiglie, tra laici e consacrati, è ciò che ci serve per trovare la pace vera e costruire luoghi di bellezza… ringrazio il Padre per il dono di questa fraternità che approfondisce ulteriormente il nostro legame di amicizia nella fede:
i volti di questi amici e fratelli rendono vive quelle parole: “Io sono con voi tutti i giorni…”.

Federica B.


Dentro un cammino approdato nella "Fraternità Spirituale delle Sante Capitanio e Gerosa

Per moltissime persone i prossimi luoghi e date rimangono insignificanti; per noi invece rimandano ad incontri indimenticabili che hanno contribuito in grande misura alla costruzione della nostra storia personale, familiare e come membri della fraternità spirituale.

Lovere – Oasi Capitanio, luglio 1997
Inizia per noi la conoscenza più profonda delle “nostre Sante” e conseguentemente del carisma che anima le consacrate “Suore di Maria Bambina”. In quel luogo e in quel momento Dio ci ha chiamato tramite suor Angelica Nava (già superiora alla scuola materna ed elementare di Treviso). Lì abbiamo incontrato sr Agnese ed è nato il “desiderio – sogno” di condividere il carisma con le altre vocazioni.
Rivedendo i volti di allora ci accorgiamo che l’unica persona ancora presente è sr Agnese: lei, con la sua forza e la sua tenacia, ha saputo accompagnarci in tantissime tappe di condivisione, stimolandoci ed incoraggiandoci a non perdere mai di vista “quel di più” così ben incarnato in Bartolomea.
Gli anni passano, le persone unite nell’ “amicizia dello spirito” aumentano: giovani donne e uomini condividono il carisma assieme a ragazzi e ragazze che abbracciano la vocazione matrimoniale; i figli nascono, crescono e a loro volta si nutrono dell’amicizia nella fede e nell’amore di Gesù, vissuto nella passione per il bene dell’uomo.
Al centro di questo cammino c’è Lui, riferimento assoluto e guida che ci parla attraverso sr Agnese, voce e volto delle compagne – maestre: Bartolomea e Vincenza.

Bossico, 27 agosto 2011
L’anticipazione della Charta della fraternità spirituale delle Sante Capitanio e Gerosa fa nascere in noi la consapevolezza che qualcosa di grande sta per realizzarsi.
Lo Spirito lavora come una brezza leggera; non sai bene dove ti porta ma Lui ti attraversa e sa bene dove ti conduce. In quei giorni il Signore ci offre un cammino insieme, in un legame di fraternità, per rendere la nostra vita più fruttuosa per il mondo. Tutto questo nel solco del carisma di Santa Bartolomea Capitanio e Santa Vincenza Gerosa.

Lovere – Santuario, 19 maggio 2012
Vivere in comunione la “charis” presuppone il nostro pieno consenso alla sua chiamata: è il momento del nostro “eccomi”.
Abbiamo sentito forte la responsabilità di essere dentro un cammino dove Lui ci fa vivere con cuore straordinario l’ordinario, ed inoltre abbiamo gustato la bellezza e l’allegrezza di questo mandato che ci unisce anche ad altri che non conosciamo, ma che in altri luoghi del mondo, fanno questo cammino di santità nella “charis” di Dio.
Ci sentiamo piccoli sassi, ognuno con la propria storia e vocazione, che cercano, alla luce del cammino segnato dalle Sante, di puntare in alto come l’aquila, non sottraendoci alle fatiche come il bue,
per costruire il mondo che piace a Lui nella carità.

Maria Pia e Paolo di Treviso


Appassionarsi per ogni uomo, volere il suo bene profondo

Dopo la giornata di Lovere ho il desiderio di condividere un po' di quanto vissuto.
E' stato profondamente bello trovarsi tutti insieme noi adulti che da anni frequentiamo in modi diversi e con diversità d'impegni il "cammino della carità".
Il riconoscimento della Fraternità spirituale l'anno scorso era già stato un grande segno, ma sabato vedere tanti volti cari con i quali da anni si cammina insieme è stato davvero commovente. Commovente è stato il trovarci lì e professare ancora una volta insieme il nostro "eccomi", la nostra fede, la volontà di camminare insieme sulla strada della santità nel nostro quotidiano e nello stato di vita in cui ciascuno di noi si trova. E' oggi il tempo propizio, il tempo della pienezza, è ora.

E' stata una preghiera semplice fatta di gesti semplici di consegna e offerta nella quale abbiamo esplicitato il nostro essere "fratelli nella carità e per la carità" chiamati a portare ovunque andremo il “profumo di Cristo... come diceva Bartolomea "quella benedetta carità con il prossimo che tanto esercitò Gesù Cristo nel corso della sua vita, TROPPO MI PIACE ed esercitandola si prova molto gusto". E il primo frutto di questa carità è proprio questo sentirci l'uno responsabile della vita dell'altro per il bene nostro, ma anche e soprattutto per il bene di tutti coloro che ogni giorno ci è dato d'incontrare. I volti (vecchi e nuovi) di sabato mi hanno ricordato che attraverso di loro ho fatto e faccio tutt’ora esperienza di Chiesa.

Ho imparato cosa voglia dire sentire qualcuno come "caro" e soprattutto che è possibile sentire tutti come "cari", appassionarsi per qualsiasi uomo, volere il suo bene più profondo.
Ho chiesto nella grazia di quel giorno a Bartolomea e Vincenza che mi possano donare "viscere di misericordia" per imparare ad avere "compassione" cioè a crescere nella capacità di "sentire l'altro addosso", "condividendone la sorte". Beh è stata proprio una bella giornata, ho provato finalmente la sensazione di essere “vocazionalmente” nel posto giusto, che quella cosa c'entrava con me, rispondeva ai miei desideri più profondi, come la risposta a quell'inquietudine sana che accompagna sempre un po' il rapporto personale con Dio... (almeno è per me)…ed ero lì, principalmente non perché l'avessi scelto io, ma perché Lui lì mi aveva chiamata... nulla è impossibile a Dio! Un grazie di cuore a tutti!

Alessandra V.


La passione per la carità ti prende

Partecipando alla preghiera del 19 maggio, anche a distanza, tre frasi mi colpiscono: “vie della santità adatte alla vocazione di ciascuno”, “Costruzione bene ordinata per essere tempio santo del Signore”, e un versetto del salmo: “Là salgono insieme le tribù di Israele. Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: su di te sia pace”.

Facendo risuonare queste frasi, quello che mi colpisce di più è il salmo, forse perché quello più legato al cammino della carità. Riguardando i miei appunti trovo la data della mia prima volta a Lovere: aprile 1994. Me l’aveva proposto la mia catechista, sr Alfonsa, e ci ero andata con due ragazze un po’ più grandi di me. Io avevo quasi 20 anni… quasi 20 anni fa! Di cose ne sono successe: sento però che io sono la stessa persona, e che oggi posso dire di essere ‘al mio posto’, di essere, per vie più o meno traverse, corsa dietro alla mia vocazione – quella di educatrice, e dire che non mi sono mai piaciuti troppo i ragazzini, nemmeno quando facevo l’animatrice!- Il fatto di sapere che strada prendere mi preoccupava molto, a 20 anni, e invece tutto sommato, la via da percorrere ha trovato me più di quanto io abbia trovato lei. E il cammino della carità, gli incontri, le lettere aperte mi hanno accompagnata in questo percorso, in certi periodi in maniera intensa, in altri rimanendo più sullo sfondo, quando gli impegni ‘pratici’ della vita adulta mi hanno presa, ma devo dire che
la ‘passione’ per la carità ti prende, ed è difficile lasciarla: la vità vissuta con una passione è sicuramente più viva, ed è difficile smettere di vivere a fondo, una volta che si è assaggiato cosa vuol dire.

Su tutto il cammino, emerge la parola del salmo: ‘insieme’.
Anni fa, in un incontro a Sellere (2005) ci eravamo presi l’impegno di pregare gli uni per gli altri una volta tornati a casa, di accompagnarci e sostenerci reciprocamente nel cammino, come appunto compagni di cammino: persone che vivono lo stesso mistero, che seguono la stessa persona, animati dalla stessa idea di cosa vuol dire vivere davvero, persone quindi che fanno la stessa strada, anche se sono strade fisicamente lontane.
“Costruzione bene ordinata per essere tempio del Signore”… E’ buffo che essere bene ordinati voglia dire andare ognuno per la sua strada… e alla fine trovarsi tutti nella Sua strada! Ed essendo tutti per la stessa strada, è naturale sostenersi a vicenda.
Io prego ancora per i miei compagni di cammino, per quelli per cui ho preso l’impegno di pregare quel giorno ce per gli altri, di cui magari non ricordo esattamente tutti i nomi, ma con cui ho condiviso delle tappe. Questa è una delle cose che mi ha lasciato il percorso fatto insieme: dei compagni di viaggio.
Anche la memoria del Battesimo ha portato la mia riflessione su questo punto.
Il portare il nome di un santo, l’essere stati battezzati nel giorno in cui si ricorda un santo, mi sembrano cose importanti: ricorda che qualcuno ha fatto lo stesso cammino nel passato, che questo cammino è il cammino di ricerca di Dio e con Dio da tanto tempo, che i compagni di cammino sono tanti, vari e inaspettato dono l’uno per l’altro. E che saliamo insieme a Gerusalemme.

Gaia S.

Foto Fraternità Spirituale - Santuario di Lovere 19 maggio 2012